x roundedx circlex wordpress circlewordpress roundedwordpress phone circlephone roundedphone yelp roundedyelp circleyelp circlevsco roundedvsco vsco fa-chevron-up circlesnapwire roundedsnapwire snapwire roundedemail email circleemail 500px behance blogger circle500px circlebehance circleblogger circledribbble circlefacebook circleflickr circlegoogleplus circlehouzz circleinstagram circlelinkedin circlepinterest circletumblr circletwitterbird circlevimeo circleyoutube clickbooq_infinity dribbble facebook flickr googleplus houzz instagram linkedin pinterest rounded500px roundedbehance roundedblogger roundeddribbble roundedfacebook roundedflickr roundedgoogleplus roundedhouzz roundedinstagram roundedlinkedin roundedpinterest roundedtumblr roundedtwitterbird roundedvimeo roundedyoutube tumblr twitterbird vimeo youtube
u

Storia di un ritrovamento: Aeromere 125 Regolarità

Storia di un ritrovamento - 1999

di Andrea Fassina 

AEROMERE 125 REGOLARIT 
ELVIO FASSINA
JOLAO STRENGHETTO
FRANCO NARDELLI
MASSIMO CAPRONI

@REGISTRO STORICO CAPRIOLO

Riportiamo integralmente una storia, vissuta prima e scritto poi da Andrea Fassina, all'epoca studente universitario, nel 1999.

In quell'anno internet era appena agli inizi, anni luce distante da come lo viviamo oggi.

La passione per il nostro motorismo d'epoca si alimentava quasi esclusivamente con la carta stampata, nei mercatini e fiere e con le relazioni "fisiche" tra le persone. E' giusto sottolinearlo affinchè chi non c'era in quegli anni o non si ricorda possa maggiormente apprezzare l'impresa formidabile di Andrea.

Lo zio di cui parla era Elvio, un Capriolista con la C maiuscola, che ricordiamo con affetto.

Le fotografie sono le scansione delle originali che ci aveva mandato.

 

I concetti di passione, determinazione e amore famigliare vivono tra queste righe.

 

BUONA LETTURA.

sabato 13 novembre 1999

Storia di un ritrovamento

 

Non capita tutti i giorni che ti venga chiesto di ricercare una rara  moto italiana  vecchia di 40 anni, in America, partendo poi da una sola foto presa da un giornale motoristico italiano,  pubblicato due anni fa.

Tutto è iniziato quando avevo chiesto a mio zio , collezionista e amante delle Capriolo, di accompagnarmi all’Aeroporto. “Dov’è che vai?” “A Los Angeles zio, devo fare un  esame universitario.” “A Los Angeles?!?. Ho io qualcosa da farti fare.”

E così è stato. Prima di partire mi ha dato una foto e il numero di telefono dell’agenzia  fotografica americana che aveva venduto la foto al giornale italiano.

Per un mese avevo tentato tutti i giorni di chiamare l’agenzia ma mi sentivo sempre rispondere: “Sorry mr. Andrea, we didn’t…  scusi signor Andrea non abbiamo avuto tempo di cercare, provi fra due o tre giorni, e poi il giornalista non lavora  più qui …etc. etc.”

Dopo aver sentito per l’ultima volta questo messaggio e, avendo l’impressione che non avessero la voglia di aiutarmi ho deciso di recarmi di persona. Il fatto è che non sapevo dove fosse questa agenzia, e non volevo farmi dare il loro indirizzo telefonicamente perché non volevo avvertirli che arrivavo. Così ho provato a chiamare la società dei telefoni sperando che fosse come la nostra  telecom che perlomeno se tu gli comunichi il numero di  un utente loro ti danno l’indirizzo. Magari! Non sono abilitati a farlo, se tu non gli comunichi la zona dell’utente, zona che non potevo sapere . Così ho fatto chiamare l’agenzia da una terza persona per scoprire che non dovevo restare a L0s Angeles ma spostarmi a Santa Barbara, a circa un’ora e mezza da dov’ero io.

Così ho noleggiato una macchina, e una volta arrivato lì ho trovato un tassista gentile che si è offerto di indicarmi la strada.  Pensavo di trovare un grosso edificio industriale, ma, man mano che mi avvicinavo mi rendevo conto di essere in una zona  residenziale, ed è stata una sorpresa enorme vedere che l’agenzia era costituita da una famiglia di due coniugi .Appena entrato  ho chiesto subito del fotografo alla persona che mi aveva accolto, ed era lui stesso. “Bene gli ho detto, lei mi dice sempre che non ha tempo, meno ne ho io. Le do 100$ per ogni informazione riguardo a quella motocicletta.” Mi ricorderò sempre come mi ha guardato quell’uomo :un po’ intontito un po’ sorpreso. L’effetto della proposta è stato che si è messo subito in cerca tra i suoi schedari e, nel tempo di 10 minuti mi ha dato foto, indirizzo, ha chiamato il padrone della moto, si è fatto dire se la vendeva e mi ha dato la pianta per raggiungerlo. Cosa fanno i soldi, cose da non credere. Ero contento, ma ero anche timoroso di aver sbagliato, non sapevo se mio zio avrebbe condiviso l’idea che prendessi la   machina a noleggio e pagassi per le informazioni. Ma quando l’ho chiamato  mi ha detto: “Bravissimo amore, fai quello che vuoi ma portami a casa la moto.”

STORIA DI UN RITROVAMENTO
ANDREA FASSINA
ELVIO FASSINA

AEROMERE 125 REGOLARITA

 JOLAO STRENGHETTO

@REGISTRO STORICO CAPRIOLO

Impossibile non fotografare l'iconico Golden Gate Bridge di San Francisco, anche se sì è lì per altri motivi!

 

La moto si trovava a San Josè a circa 50 minuti da S. Francisco, il che mi aveva fatto imbestialire perché a S. Francisco c’ero stato il giorno prima per visitarla. Parlare con il padrone della motocicletta per mettersi d’accordo su come e quando vederci  è stato un vero calvario, poichè non si poteva parlare direttamente con lui a causa del suo lavoro. Ripresi il viaggio in aereo per raggiugere al più presto San Josè.Il primo appuntamento l’abbiamo avuto dopo pochi giorni a casa sua. Mio zio mi aveva inviato tutti numeri di telaio e motore e alcune caratteristiche da controllare. Il venditore aveva preparato la moto in giardino, io mi ero armato di macchina fotografica. Ho  spedito le foto subito via Internet in modo che potesse vederle il giorno stesso. La contrattazione è stata estenuante. Nel frattempo ero sempre in contatto con mio zio, (lo avrò chiamato 10 volte quella sera!,) e in Italia era notte, lui però di sicuro non dormiva. Contrattammo. Gli diedi un acconto e me ne andai.

Se pensate che sia finita vi sbagliate, avevamo comperato la moto ma bisognava spedirla in Italia . Credo che organizzare la spedizione sia stata la cosa più estenuante. Da L. Angeles mi ero messo d’accordo con uno spedizioniere. Ci dovevamo incontrare a casa del venditore, dovevo assicurarmi che lui caricasse la moto nel camion e infine dovevo pagare la moto. Ma di lui non si è vista traccia, mentre ero in volo aveva lasciato  un messaggio che non si fidava di spedire moto d’epoca. Dove trovavo uno spedizioniere quella sera stessa? Non mi fidavo di tornare a L. Angeles  avendo già pagato la moto e delegato il venditore per la spedizione. Sono andato a dormire in un hotel, uno di quelli dove arrivi con l’auto davanti alle camere. Il giorno dopo ho trovato uno spedizioniere, ma per il ritiro immediato e la spedizione in Italia voleva che pagassi in anticipo la cassa in legno.

Tornato felicemente a L. Angeles confermo a mio zio che la merce era partita. Il giorno dopo però  la società di spedizioni mi chiama per avvertirmi che non può spedire la moto per due motivi: per il pagamento, che volevano anticipato perché era un privato, (problema  che ho subito risolto dando loro le coordinate di una ditta di mia conoscenza), e perché mancava il certificato di registro automobilistico della California, e senza questo la moto non può uscire dagli USA. Mi sono sentito distrutto, ero arrivato in fine, avevo trovato la moto, l’avevo comprata, ma non riuscivo a spedirla. Non sapevo che fare fino a che il signore che mi ospitava mi ha dato un idea: “Puoi farla passare per una moto artigianale, usata solo per divertimento e che non ha mai circolato per strada, non servono quei documenti per tali moto” Così feci.

Parto per l’Italia dove sono sicuro di arrivare in concomitanza con la moto. Ma dopo cinque giorni dal mio arrivo, di moto neanche l’ombra. La società italiana adibita allo sdoganamento ci informa che secondo lei non è mai partita perché non gli era mai pervenuto nessun documento al riguardo.  Mio zio comincia ad andare in escandescenza. Chiamo la società di spedizioni in America e mi dicono che la moto è ferma all’aeroporto,  perché la cassa è stata aperta. Mio zio cominciava a non ragionare più  “Ecco, questi mi mandano giù un paracarro…..!!”  Aveva ragione di essere preoccupato perché il venditore era sembrato veramente un tipo losco (per parlare al telefono con lui bisognava chiamare la moglie prima, e poi lui ti richiamava). Il giorno dopo vengo a sapere che era stata bloccata per vedere se gli idrocarburi (olio e benzina) erano stati levati prima del volo e che il giorno stesso sarebbe partita.

5 giorni dopo è arrivata in Italia. Mio zio era come un bambino che aspetta il Natale, non stava più nella pelle. Ora .dopo tante vicissitudini ha tra i suoi gioielli una delle due 125 4 T. regolarità a 5 marce, moto di elevatissimo valore storico e sentimentale che è stata condotta dal campione  Iolao Strenghetto oltre che da mio zio.

                                                                                                                  

    Andrea Fassina

Studente universitario facoltà di economia Ca’ Foscari Venezia.

STORIA DI UN RITROVAMENTO
ANDREA FASSINA
ELVIO FASSINA

AEROMERE 125 REGOLARITA

 JOLAO STRENGHETTO

@REGISTRO STORICO CAPRIOLO

L'uscita dal furgone del corriere.

Poca luce = foto mossa garantita , con le macchine fotografiche analogiche di quegli anni

STORIA DI UN RITROVAMENTO
ANDREA FASSINA
ELVIO FASSINA

AEROMERE 125 REGOLARITA

 JOLAO STRENGHETTO

@REGISTRO STORICO CAPRIOLO

ARRIVATA!

STORIA DI UN RITROVAMENTO
ANDREA FASSINA
ELVIO FASSINA

AEROMERE 125 REGOLARITA

 JOLAO STRENGHETTO

@REGISTRO STORICO CAPRIOLO

Elvio Fassina come il giorno di Natale !!

STORIA DI UN RITROVAMENTO
ANDREA FASSINA
ELVIO FASSINA

AEROMERE 125 REGOLARITA

 JOLAO STRENGHETTO

@REGISTRO STORICO CAPRIOLO

La gioia e l'impazienza di aprire la cassa prendono il sopravvento..

STORIA DI UN RITROVAMENTO
ANDREA FASSINA
ELVIO FASSINA

AEROMERE 125 REGOLARITA

 JOLAO STRENGHETTO

@REGISTRO STORICO CAPRIOLO

l'apertura! ogni appassionato capisce quale può essere stata l'emozione.

STORIA DI UN RITROVAMENTO
ANDREA FASSINA
ELVIO FASSINA

AEROMERE 125 REGOLARITA

 JOLAO STRENGHETTO

@REGISTRO STORICO CAPRIOLO

accurati controlli: E' proprio il Capriolo 125 Regolarità appartenuto alla squadra corse Aeromere e a Jolao Strenghetto!

STORIA DI UN RITROVAMENTO
ANDREA FASSINA
ELVIO FASSINA

AEROMERE 125 REGOLARITA

 JOLAO STRENGHETTO

@REGISTRO STORICO CAPRIOLO
AEROMERE 125 REGOLARIT 
ELVIO FASSINA
JOLAO STRENGHETTO
FRANCO NARDELLI
MASSIMO CAPRONI

@REGISTRO STORICO CAPRIOLO

Dopo aver percorso le strade più accidentate d'Europa, vinto innumerevoli gare e portato altissima la bandiera del Capriolo,

negli anni'60 era volato negli Stati Uniti.

Una protagonista della storia motoristica e culturale italiana è tornata a casa! CAPRIOLO 125 AEROMERE Regolarità 5 marce

AEROMERE 125 REGOLARIT 
ELVIO FASSINA
JOLAO STRENGHETTO
FRANCO NARDELLI
MASSIMO CAPRONI
VITO PERINI

@REGISTRO STORICO CAPRIOLO

e pochi mesi dopo alla Fiera di Padova,  ospite d'onore ad arricchire ulteriormente lo stand del REGISTRO STORICO CAPRIOLO

da sinistra: Vito Perini, Jolao Strenghetto, Franco Nardelli, Massimo Caproni, Elvio Fassina e Luciano Alessandrini.

 

W il Capriolo.

 

 

Qualche anno dopo, grazie alla nostra segnalazione, il giornalista Giorgio Pozzi riportò questa storia sul numero 6 della rivista Motociclismo d'Epoca (2002), ampliandola con interessanti informazioni tecniche e storiche.

MOTOCICLISMO DEPOCA 2002 
CAPRIOLO REGOLARITA AEROMERE
STRENGHETT - FASSINA
RITROVAMENTO

@REGISTRO STORICO CAPRIOLO

MOTOCICLISMO D'EPOCA 6/2002

MOTOCICLISMO DEPOCA 2002 
CAPRIOLO REGOLARITA AEROMERE
STRENGHETT - FASSINA
RITROVAMENTO

@REGISTRO STORICO CAPRIOLO

MOTOCICLISMO D'EPOCA 6/2002