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Capriolo 75 AFRICA

Capriolo 75 AFRICA


REGISTRO STORICO CAPRIOLO
CAPRIOLO 75 AFRICAKART CIRCUIT 2022

FOTO @ FEDERICO NARDELLI

Il Capriolo 75 con il serbatoio maggiorato per una maggiore autonomia.

1952. I primi Caprioli stanno uscendo dalla fabbrica e Gianni Caproni subito porta uno dei suoi a fare un raid motociclistico di 6000 chilometri. Serbatoio maggiorato (che venne poi utilizzato nel Moto giro d'Italia) , borse montate e tanto spirito d'avventura. 70 anni fa la pianificazione di una simile impresa era fondamentale e spesso vitale per la riuscita. Abbiamo la relazione originale di quel viaggio scritta da Giovanni. Un documento importante e suggestivo che ci porta indietro a quei giorni. 

 


REGISTRO STORICO CAPRIOLO
CAPRIOLO 75 AFRICAKART CIRCUIT 2022

FOTO @ FEDERICO NARDELLI

la relazione  (con le correzioni)  di Gianni Caproni

BREVE RELAZIONE DI UN RAID MOTOTURISTICO IN CAPRIOLO 75

 

Partenza da Roma il 28 luglio insieme al mio amico Giorgio Berin che ha un Galletto 160. Le moto erano state equipaggiate con speciali portabagagli che permettono di caricare due valigie, un copertone e vari sacchetti per un peso totale di 35 kg. Avevo inoltre montate sul mio Capriolo un serbatoio di grande capacità che mi dava un'autonomia di 650 km circa. Seguendo la costiera tirrenica e facendo tappa a Sorrento, Paola e Messina arriviamo a Palermo.A cause delle lungaggini burocratiche francesi riceviamo il visto per la Tunisia soltanto il 10 agosto. Nell'attesa facciamo un giro turistico per visitare i templi della Sicilia (Segesta, Selinunte,  Agrigento , ecc) e per fare un po' di pesca subacquea. Finalmente il 12 agosto sbarchiamo a Tunisi, dove sostiamo per conoscere la città con i suoi caratteristici quartieri arabi (i souk) e per visitare le rovine di Cartagine.

Da Tunisi con un caldo veramente africano ci dirigiamo verso Algeri rimanendo stupiti della bellezza dei paesaggi soprattutto lungo la costa. Ad Algeri ci fermiamo alcuni giorni visitando la Casbah e i bellissimi dintorni della città. Qui non si direbbe di essere in Africa vedendo un una metropoli così grande in tutto simile alle nostre maggiori città ,ma il grande numero di arabi e le donne con i caratteristici veli che le coprono fino agli occhi ce lo ricordano. 

Il mio motore dopo circa 3000 km non accusa minimamente lo sforzo e malgrado il caldo regge benissimo anche per tappe molto lunghe.

Da Algeri a Oran sono 460 km che compiamo in una sola tappa pur sostando qualche ora a Tipasa e a Cherchell per visitare le rovine delle antiche città romane. Tutti gli italiani che incontriamo in Africa sono molto gentili e ospitali con noi e si entusiasmo per il nostro raid. 

A Oran dopo esserci consultati con la polizia locale decidiamo di abbandonare l'idea di andare a Casablanca a causa dei disordini politici in Marocco. Gli arabi quando sono in fermento attribuiscono poco valore alla vita umana alla vita umana al punto che il giorno prima a Oujdà c'erano stati 36 morti e noi ci tenevamo invece molto alla nostra pelle.

A tutto gas e nelle ore calde attraversiamo il Marocco francese scortati da alcune camionette della polizia ed entriamo nel Marocco spagnolo. A Melilla antiche graziosa città spagnola sulla costa africana ci imbarchiamo per Malaga danto addio all'Africa e alle sue assolate strade che avevamo percorso per più di 2000 km.

Il 23 agosto arriviamo a Malaga la terra del vino e delle belle ragazze.

Entusiasmo degli spagnoli per le nostre moto che per loro erano completamente nuove. Le motociclette che si vedono in circolazione in Spagna, e non sono molte ,sono prevalentemente di origine italiana importate e costruite su licenza. Il costo di una moto e di uno scooter è circa il doppio che in Italia e quando si pensa che lo spagnolo guadagna in media meno della metà dell'italiano si capisce quanto sia difficile la diffusione delle moto in questo paese. A Malaga per la prima volta dall'inizio del nostro viaggio all'estero incontriamo alcuni  moto turisti italiani provenienti dal Portogallo.

Da Malaga andiamo a Granada dove visitiamo il famoso palazzo arabo dell'Alhambra e ol caratteristico quartiere degli zingari.

Le strade spagnole molto importanti sono asfaltate ma a fondo irregolare in via però di riparazione e di modernizzazione; le strade secondarie e di allacciamento sono invece pessime.

Proseguiamo per Siviglia, Cordoba, Toledo e Madrid. Il rendimento del mio Capriolo è sempre ottimo e malgrado la scadente qualità della benzina spagnola e i continui saliscendi sulla strada tiene benissimo testa al Galletto del mio amico. La benzina normale spagnola ha 62 N.O , e  quella super (plomo) 72 N.O  cioè meno del nostro carburante ordinario.

Dopo avere attraversato per oltre 1000 km la Spagna meridionale,  paese prevalentemente povero e assolato, siamo sorpresi dalla ricchezza concentrata a Madrid che con i suoi magnifici palazzi e con le sue grandi avenida rappresenta un vivo contrasto con il resto della nazione.  Anche la circolazione automobilistica è molto intensa ma in complesso ben ordinata. dopo tre giorni di sosta Madrid andiamo a Segovia passando dal Escorial e dalla Sierra 1860 m.s.l.m.  A Segovia c'è un bellissimo acquedotto romano alto persino 28 metri costruito con massi di granito secco. Proseguiamo per Burgos (dove visitiamo la famosa cattedrale), Bilbao, San Sebastiano ed  entriamo in Francia, alla dogana di Irun.

Il progresso esclamò Giorgio vedendo finalmente delle belle strade e dei distributori di buona benzina; ma la vita raddoppiava di prezzo è solo appoggiandoci all'Organizzazione Internazionale degli Alberghi della Gioventù e cucinando da noi riusciamo a spendere quanto in Spagna in ottime pensioncine.

Dormiamo a Biarritz dove la grande stagione è ormai finita e i due casinò locali stanno pelando gli ultimi clienti. In Francia e rimaniamo sorpresi dal grandissimo numero di campeggiatori in auto, moto e persino in bicicletta; sono prevalentemente francesi ma incontro anche molto tedeschi. Sotto la pioggia arriviamo a Pau, da dove andiamo al Santuario di Lourdes e a visitare le magnifiche grotte di Bétharram. Incuranti del maltempo proseguiamo per Tolosa. Questa è la prima grande pioggia che incontriamo da che siamo partiti dall'Italia. La mia moto sembra gradire le belle strade francesi e il super carburante perché mi permette di tenere delle medie eccezionali con un consumo mai superiore al 1,7 per cento chilomentri. Da Tolosa andiamo a vedere la famosa città fortificata di Carcassonne e finalmente rivediamo il mare dopo Narbonne :.era da Malaga che l'avevamo lasciato. Breve sosta a Montpellier per rendere omaggio alla tomba della Regina Elena, Quindi si arriva ad Arles . Belle rovine romane In ottimo stato. Nell'arena si disputano le corride a cui partecipano i famosi toreri spagnoli. Dopo circa 90 km Ecco Marsiglia tutta imbandierata per l'inaugurazione dell'Esposizione Internazionale dove era molto ammirato il padiglione italiano. Con un vaporetto andiamo poi all'isola dove c'è la cella del leggendario conte di Montecristo. Lungo l'incantevole Costa Azzurra ancora molto frequentata dai turisti specialmente nordici arriviamo a Nizza da dove cominciamo a salire verso il Colle di Tenda. Con una certa commozione a metà della galleria vediamo la scritta Italia e salutiamo la patria con una lunga suonata di clacson.

Dopo circa 6000 km siamo di nuovo nel nostro paese che ci accoglie con una bella pioggia e con un clima invernale.

Il nostro giro non è ancora finito perché prima di tornare a Roma facciamo una scappata in Svizzera, un giro in Trentino e avremo anche proseguito fino a Trieste ma gli esami sono vicini e devo ricominciare a studiare. 

Sono grato al mio Capriolo cui va il merito maggiore di questo raid perché pur avendo già percorso oltre 30000 km (è uno dei primi usciti dalla fabbrica ) ha resistito magnificamente per tutti i 9500 km di questo viaggio senza darmi altre il disturbo che quello di riparare qualche bucatura e di cambiare l'olio  ogni tanto.

Non so ancora dove andare l'anno venturo ma certamente faremo ancora del mototurismo perché forse la maniera più piacevole ed istruttiva di vedere il mondo. 

 

Gianni Caproni

 


REGISTRO STORICO CAPRIOLO
CAPRIOLO 75 AFRICAKART CIRCUIT 2022

FOTO @ FEDERICO NARDELLI

Il Capriolo 75 di Gianni,  con un mini conducente del luogo!

Dopo questa impresa  nacque il Capriolo color sabbia, chiamato proprio Africa.

 

 


REGISTRO STORICO CAPRIOLO
CAPRIOLO 75 AFRICAKART CIRCUIT 2022

FOTO @ FEDERICO NARDELLI

Gianni Caproni a ORAN

 

 


REGISTRO STORICO CAPRIOLO
CAPRIOLO 75 AFRICAKART CIRCUIT 2022

FOTO @ FEDERICO NARDELLI

..e a Siviglia!

 

 

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